Se il cuore è un muscoletto troppo elastico

Il coreografo Giulio D’Anna analizza le complicate dinamiche del cuore della Generazione Erasmus e le affida, in versione made in Italy, a Fattoria Vittadini. Che se ne impossessa con passione, e un pizzico di retorica  – Silvia Poletti

Quando è andato in scena per la prima volta al Teatro Annibal Caro di Civitanova Marche nel 2013 OOOOOOOO di Giulio D’Anna è stato salutato come la piccola confortante sorpresa del teatro di danza italiano dell’anno. Con i suoi compagni scelti al Dansatelier di Rotterdam, Olanda ( dove il marchigiano Giulio, dopo gli studi di balletto e di medicina, ha approfondito i primi insegnamenti di contemporaneo ricevuti da Simona Bucci e si è laureato in coreografia alla School of Development New Dance), D’Anna aveva messo a punto una scrittura teatrale spontanea, naturalistica che partendo dal tema dell’abbandono amoroso perlustra i piccoli cuori smarriti dei ragazzi generazione Erasmus. In biancheria intima cheap e l’aspetto sdrucito, tra una strofa della sentimentale Feeling ( hit culto degli anni ’70), un abbraccio che diventa una morsa, corpi che si aggregano per venire scalati alla ricerca di qualcosa altro, brevi squarci di vita vissuta, tradotti in monologhi/confessione ( memorabile quello della ragazza ucraina con un patrigno alcolizzato e violento) otto ragazzi muniti solo del loro talento e della loro freschezza declinavano un tentativo di applicare la ben nota prassi bauschiana ad una tessiture scenica lieve, friabile proprio per le loro acerbità, ma anche per questo poetica e delicata.

Alla prima visione di OOOOOOOO molti hanno parlato di musical, cosa che naturalmente non è. Come non è una piéce di danza tout court ( anche se l’uso del corpo denudato in senso reale e metaforico è il focus espressivo su cui si concentra D’Anna) o di teatro performativo nel senso canonico del termine.E’ piuttosto un tentativo onesto di trovare una personale via al generico format teatro/danza esplorando le emozioni e le paure che incombono e si esorcizzano colpendo ferocemente e incessantemente a schiaffoni il proprio corpo cadenzando in ritmo tribale la frase mantra: non mi importa del dolore. La bravura ancora non irregimentata degli otto interpreti, la capacità di filtrare l’aspetto individuale per farne un tema universale, l’empatia con il pubblico( grazie all’ironico gioco della verità che introduce gli attori, dicendoci chi è etero e chi, chi vuole sposarsi e chi no, chi è religioso, chi vuole figli etc) garantivano la riuscita sicura del pezzo e mettevano in ulteriore luce la personalità di un autore ancora acerbo certo, ma dagli interessi poetici forti e non scontati ( come attesta il suo precedente duo Parkin’son), di cui sarà interessante capire gli sviluppi.

Quest’anno intanto OOOOOOOO è stato rimontato per Fattoria Vittadini, formazione nata da ex allievi del corso di teatrodanza della Civica Paolo Grassi. Dato interessante: innanzi tutto per l’intelligente scelta di recuperare un lavoro di successo, destinato magari a chiudere altrimenti il suo ciclo, assicurandone/si una circuitazione. Poi perchè la compagnia milanese continua così a stabilire una sorta di repertorio che si muove tra autori italiani di ultima generazione e il recupero di brani della prima danza contemporanea italiana -complice il progetto Ric.Ci avviato da Marinella Guatterini quattro stagioni fa.

Per OOOOOOO.it ( con un O in meno perchè qui i protagonisti sono sette) D’Anna ha mantenuto la struttura di base ma elaborato il processo partendo dalla esperienze personali degli interpreti italiani. Ma proprio qui, dove l’elemento spontaneista della prima versione aiutava il lavoro a prendere quota, sorge il richio dell’appiattimento, scivolando in qualcosa di sospettosamente retorico, specie nelle parti parlate. I testi o sono troppo banali ( come quello della ragazza che assilla tutti con il ricordo del ragazzo che l’ha mollata) o pericolosamente iperbolici ( la tirata della ragazza costretta a lasciare l’Italia per Berlino, con tanto di invocazione manzoniana alle amate sponde), tanto da sembrare fasulli. Se la chiave del lavoro deve essere la normalità di ragazzi under 30 alle prese con rabbie, delusioni, affetti, l’enfasi recitativa rischia di far virare la prestazione nello scolastico; né le sequenze di movimento, con il loro insistito accalcarsi in gruppi nodosi, montagne corporee, viluppi che da sensuali diventano claustrofobici, assumono quella nitidezza tesa di fisici consapevoli.

Senza un definito talento nella danza, nella recitazione o nel canto ( fatto salvo Mattia Agatiello), i sette performer di FV mettono comunque passione nel declinare gli intrecci di storie tessuti da D’Anna: le vivono come un catartico rituale collettivo, tra percosse che arrossano la pelle e urla ‘sfanculanti’ contro le delusioni e i dolori. Ed è forse proprio la loro foga appassionata a coinvolgere il pubblico nell’applauso finale.

Visto a Teatro Cantiere Florida  Firenze  il 28 novembre 2014

OOOOOOO(it)
Concept coreografia e regia:Giulio D’Anna
co-creazione /performance: Mattia Agatiello, Chiara Ameglio, Cesare Benedetti,
Noemi Bresciani, Maura Di Vietri, Riccardo Olivier, Francesca Penzo

 

prossime date: 18.12.2014 Teatro Sant’Andrea Pisa
19.12.2014 SferaDanza, Piccolo Teatro Don Bosco, Padova