Partenze e approdi


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Si svolge in vari luoghi del Salento, nell’arco di un intero fine settimana, il nuovo progetto di Mario Perrotta sul tema dei migranti. A Lugano si apre la 25.ma edizione del FIT Festival: tra gli ospiti Lucia Calamaro, Enzo Moscato, il coreografo Hofesh Shechter. A Genova Gabriele Lavia torna a misurarsi con Pirandello in “L’uomo dal fiore in bocca”, mentre a Roma, per Romaeuropa, Romeo Castellucci dirige il nuovo allestimento di “Orestea (una commedia organica?)”. Infine a Trento il festival di danza e teatro-danza per bambini e adolescenti Y GenerationRenato Palazzi


Si apre venerdì 30 al Teatro Lac e in altri spazi di Lugano la venticinquesima edizionei del FIT Festival, una rassegna che vuole esplorare il teatro di oggi nelle sue varie forme, quelle legate a una drammaturgia più tradizionale e quelle che scavalcano testo e parola: da vedere, fra l’altro, sul fronte della scrittura, La vita ferma. Sguardi sul dolore del ricordo di Lucia Calamaro e Scannasurice di Enzo Moscato con la regia di Carlo Cerciello, su quello performativo i lavori dell’anglo-israeliano Hofesh Shechter, del gruppo estone Theatre NO99, dei belgi Tom Struyf, Berlin e Kristien De Proost Tristero e del cileno Pablo Larral.

Si intitola Versoterra – A chi viene dal mare il nuovo progetto di Mario Perrotta sul tema delle migrazioni, che – come quello dello scorso anno su Ligabue – si articola in tre giornate, da venerdì 30 a domenica 2 ottobre, proponendo spettacoli dall’alba al tramonto in vari luoghi del Salento, tra Lecce e la costa adriatica e ionica. Fra le altre proposte, Emigranti Esprèss, realizzato in origine da Perrotta per Radio Rai 2, Lireta – A chi viene dal mare, dal diario di Lireta Katjai, un’immigrata albanese, adattato e diretto dallo stesso Perrotta, con Paola Roscioli, mentre al sorgere e al calare del sole verranno raccontate storie di Partenze e di Approdi.

Dopo avere affrontato i Sei personaggi in cerca d’autore, Gabriele Lavia torna a misurarsi con Pirandello allestendo quello che è forse uno dei testi più celebri dell’autore siciliano, L’uomo dal fiore in bocca. Il breve atto unico, che spinge a una tensione ossessiva il febbrile sguardo con cui un uomo condannato da un male incurabile guarda alle piccole vicende della vita, nell’adattamento di Lavia si mescola a brani di altre novelle pirandelliane, tutti incentrati sui rapporti coniugali. Lo spettacolo, co-prodotto dallo Stabile di Genova e dal Teatro della Toscana, debutta in prima nazionale venerdì 30 al Teatro Duse di Genova.

Quando è stata presentata per la prima volta, nel 1995, Orestea (una commedia organica?) di Romeo Castellucci ha segnato una tappa fondamentale nel cammino della Socìetas Raffaello Sanzio, e un’autentica svolta negli sviluppi della scena contemporanea: quelle figure trucemente oniriche, come affiorate da un inconscio barbarico, quei corpi obesi o filiformi, bianchi di una polvere primordiale, sono entrati nell’immaginario dello spettatore. La nuova messinscena dello spettacolo – che non è stato rifatto, precisa Castellucci, ma «trovato a terra come un oggetto ignoto» – è al Teatro Argentina da martedì 4 per il festival Romaeuropa.

È interessante l’idea di un festival di danza e teatro-danza che si rivolge a un pubblico di bambini e adolescenti: Y Generation Festival, prima esperienza di questo tipo in Italia, a cura di Giovanna Palmieri, si svolge a Trento, in diverse sedi, da giovedì 6 a domenica 9, con un programma di nove spettacoli studiati ad hoc sia nei temi che nel linguaggio. Il festival si divide in due sezioni, una performativa, con la partecipazione – fra gli altri – del Collettivo Cinetico, di Abbondanza/Bertoni, della compagnia tedesca Performing Group, degli austriaci Silk Fluegge, dei belgi fABULEUS, e una formativa, con incontri, workshop e laboratori.