The Repetition, Milo Rau

Storie teatrali secondo Milo


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Milo Rau, specializzato nell’allestire spettacoli fondati sulla cronaca più feroce che destabilizzano il comune sentire, è ospite del Romaeuropa Festival di Roma. Scopri gli altri debutti della settimanaRenato Palazzi


Lo svizzero Milo Rau, maestro del più spiazzanti rapporti fra realtà e rappresentazione, vera star del teatro contemporaneo, è ospite del festival Romaeuropa con The repetition – Histoire(s) du théâtre (I): nello spettacolo, in scena al Teatro Vascello da venerdì 9 a domenica 11, ricostruisce un efferato crimine avvenuto in Belgio qualche anno fa attraverso l’intervento di sei tra attori professionisti e non professionisti che entrano a poco a poco nei personaggi mettendo in discussione la forma stessa del teatro e la sua capacità di portare le tragedie della vita in palcoscenico.

Spiro Scimone e Francesco Sframeli hanno costruito negli anni il loro successo e il loro affettuoso rapporto col pubblico su un percorso drammaturgico originale e personalissimo, del quale il primo è sempre stato l’unico autore, mentre al secondo sono toccate le regie. Stavolta i due hanno sentito il bisogno di misurarsi con un testo canonico del nostro teatro, Sei personaggi in cerca d’autore, riscrivendo, adattando alla loro maniera il capolavoro di Pirandello, facendolo proprio. Sei, questo il sintetico titolo della riduzione di Scimone, diretta da Sframeli e comunque giocata sulla ricerca di una più profonda verità scenica, arriva da martedì 13 al Teatro Franco Parenti di Milano.

Lucia Calamaro esce dal solito ruolo dell’autrice-regista e affida un suo nuovo testo a un gruppo di attrici con cui si incontra per la prima volta, la compagnia MitiPretese di Manuela Mandracchia, Sandra Toffolatti e Mariàngeles Torres. Sindrome italiana, così si intitola la pièce, è il nome che gli psichiatri danno a una forma di depressione che colpisce le donne dell’Est tornate a casa dopo avere lavorato tanti anni in Italia, spaesate, senza più radici. La Calamaro coglie il fenomeno dal doppio punto di vista delle badanti e delle famiglie presso le quali si sono occupate di anziani e bambini. Lo spettacolo debutta in prima nazionale martedì 13 al Teatro Santa Chiara Mina Mezzadri di Brescia.

Le infiltrazioni mafiose nei comuni del Nord, il venir meno della fiducia nei partiti tradizionali, il declino complessivo del costume nazionale, banalizzato e involgarito: in Va pensiero Marco Martinelli ed Ermanna Montanari affrontano di petto alcuni dei temi più cruciali dell’Italia di oggi, pochi abbellimenti estetici e tanta carne al fuoco, mossi solo dal bisogno di confrontarsi direttamente con la nostra realtà. La Montanari e gli altri attori del Teatro delle Albe sono affiancati da un coro che intona arie verdiane, emblema di antiche speranze in un Paese migliore. Da martedì 13 a domenica 18 al Teatro Argentina di Roma.

Dopo alcune acri riflessioni storiche su argomenti scottanti quali il trafugamento della salma di Mussolini e l’assassinio di Aldo Moro, Daniele Timpano dà vita con Elvira Frosini a una delle più truci coppie politiche del Ventesimo Secolo, il dittatore rumeno Nicolae Ceausescu e la moglie Elena Petrescu, fucilati dopo un processo sommario nel 1989. Ne Gli sposi – romanian tragedy del francese David Lescot, al Teatro India di Roma da venerdì 9 a lunedì 12, i due graffianti interpreti-registi cercano provocatoriamente di umanizzare i sanguinari personaggi, facendone due comuni pensionati un po’ patetici, e ponendo qualche scomodo interrogativo sulla loro sorte.