Sei, di Scimone-Sframeli

Sei di Scimone-Sframeli

Che dire di questo Pirandello filtrato da Scimone, acre umorista, che ci prende di sorpresa? Che piace. Un Pirandello fuori chiave, affrontato come “in digest” e con felice chiave umoristica. Come forse avrebbe desiderato il maestroMaria Grazia Gregori


C’è in scena al Teatro Franco Parenti di Milano un Pirandello fuori di chiave, a cominciare dal titolo, del tutto nuovo, inventato, – Sei – che vuole fare riferimento ai celeberrimi Sei personaggi. Di inventato però nel delizioso spettacolo di Spiro Scimone e Francesco Sframeli c’è soprattutto il titolo perché il nocciolo del grande testo c’è tutto, ma come preso in contropiede, potremmo dire addirittura “in digest.” Ma se il ruolo dei personaggi e degli attori che dovrebbero rappresentarli è – per cosi dire – ridotto all’osso il senso del testo c’è per intero. In più c’è un modo di guadare a questo grande autore in una chiave “umoristica”: come dimenticare, del resto, che Pirandello scrisse un saggio, andato giustamente famoso, sull’umorismo? Come dire: il dramma è tutto qui ma la realtà è spesso, umoristicamente, assurda. Certo in questo teatrino sgangherato, per davvero, lo spettacolo non si può fare non solo o non tanto per la palese incapacità degli attori a rappresentare quei personaggi in carne ed ossa ma, soprattutto, per una buona dose di guai concomitanti a cominciare dalla luce che non c’è per il menefreghismo del datore luci che ogni volta – dice il capocomico – si rifugia nel bagno.

L’apparizione dei personaggi è bellissima: non salgono dalla platea, non entrano dalle quinte, ma appaiono nei palchi del teatrino dove sono riuniti gli attori in attesa di provare non si sa che cosa. Appaiono, come personaggi usciti da un quadro di Campigli della serie dedicata al circo. Occhieggiano rompendo la loro stupita fissità, scendono in palcoscenico per presentarsi. Il loro desiderio è, ovviamente come del resto nel testo di Pirandello, quello di essere rappresentati, per quello che sono con la loro storia che certo è sempre quella del Padre che nel retrobottega di Madama Pace incontra una bella ragazza che gli si vende, riconoscendosi entrambi con terrore lui e lei – il Padre e la Figliastra – e dunque di non potere neppure riuscire a rappresentare come protagonisti di ciò che definiscono orrore. È una strana partita quella che oppone i due gruppi che si confrontano con qualche discrepanza rispetto al testo: certo gli attori sono offuscati dal loro ruolo e dal loro io, certo la Figliastra strafà più del dovuto, scandalizzando la poco credibile mammoletta che dovrebbe rappresentarla, ma chi introduce una corda, per cosi dire, pazza e inaspettata è la Madre vestita in verde, la prima madre pirandelliana che si è vista non in abito nero e lungo velo anch’esso nero, che porta in braccio una bambina snodata, di pezza. Mentre si sprecano le liti familiari tra fratelli e Figliastra ecco che il dramma resta come incompiuto, perché all’improvviso, impensabilmente, fiat lux e perfino il tecnico luci torna in scena di corsa.

Raccontato così lo spettacolo di Scimone e Sframeli e dei loro bravi attori potrebbe sembrare una pochade, ma non è vero. È piuttosto il tentativo dichiarato di confrontarsi con il linguaggio e il modo di mettere in scena un grande autore vedendolo all’interno di un quadro teatrale messo sottosopra, dove più che la storia conta il modo di raccontarla. Spiro Scimone a cui si deve il testo di Sei qui interpreta il capocomico, ruolo che forse a Pirandello stesso non sarebbe dispiaciuto interpretare. È accomodante, cerca in tutti i modi di salvarsi dalle beghe degli attori e dalla loro mania dell’esagerazione: nell’interpretazione, perdio, signori, semplicità e vita. Francesco Sframeli, che ha firmato la regia, cerca un confronto con un uomo che ci pare bastonato dalla vita, del tutto sconfitto, dimesso come da ruolo ma non tragico. Del resto è il protagonista di una storia umana, molto umana, così tragica da essere quasi umoristica. Che dire di questo Pirandello filtrato da Scimone, acre umorista, che ci prende di sorpresa? Che piace.

Visto al Teatro Franco Parenti di Milano. Fino al 18 novembre 2018. Foto Gianni Fiorito

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Sei
di Spiro Scimone (adattamento dei Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello)
con Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Gianluca Cesale, Giulia Weber, Bruno Ricci, Francesco Natoli, Maria Silvia Greco, Michelangelo Zanghì, Miriam Russo, Zoe Pernici
regia Francesco Sframeli
scena Lino Fiorito
costumi Sandra Cardini
disegno luci Beatrice Ficalbi
musiche Roberto Pelosi
regista assistente Roberto Bonaventura
foto di scena Gianni Fiorito
produzione Compagnia Scimone Sframeli/ Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale/ Teatro Biondo di Palermo/ Théâtre Garonne Scène Européenne Toulouse
in collaborazione con Napoli Teatro Festival Italia