Kaleider, The Money

Imparare a finanziare

Il gruppo inglese Kaleider è di passaggio a Milano con il loro “The Money”, performance a metà fra gioco e spettacolo, in cui gli spettatori sono chiamati a decidere come stanziare una certa somma di denaro. Scopri gli altri debutti settimanaliRenato Palazzi


In una programmazione sempre più specializzata nel cosiddetto teatro partecipativo, Zona K propone, venerdì 22 e sabato 23 nella sua sede di via Spalato, a Milano, The money (foto), un’esperienza – come l’apprezzatissimo Europa a domicilio dei Rimini Protokoll – a metà fra il gioco e lo spettacolo vero e proprio. Si può assistere a questa performance del gruppo inglese Kaleider da “Testimoni silenziosi” o si può parteciparvi da “Giocatori” in una partita il cui scopo è arrivare a una decisione su come stanziare una certa somma di denaro, con tutte le controversie e le inevitabili divisioni che una simile scelta comporta.

Si sa che Molière è uno degli autori prediletti di Arturo Cirillo, che ne ha già affrontato in quel suo stile aguzzo – fra tradizione e innovazione – Le intellettuali e L’avaro. Da martedì 26 arriva all’Elfo Puccini di Milano la sua Scuola delle mogli, commedia inquietante e modernissima, un concentrato di nevrosi e di buffe ossessioni che l’attore-regista napoletano ambienta in un’ingegnosa, doppia scena girevole che racchiude una specie di cella in cui il protagonista, Arnolfo, tiene segregata la giovanissima Agnese, nel maniacale tentativo di allevarla come futura moglie esemplare. Fra gli interpreti, accanto allo stesso Cirillo, ci sono fra gli altri Valentina Picello e il giovane Giacomo Vigentini.

Gli spettacoli di Gabriele Lavia possono piacere o irritare, ma di certo non passano comunque inosservati. L’attore-regista approda da mercoledì 27 al Teatro Strehler di Milano con un testo, I giganti della montagna, che al Piccolo Teatro, proprio nelle messinscene dello stesso Strehler, ha acquisito un valore altamente emblematico. Lavia si misura in questo caso con uno dei più misteriosi e affascinanti fra i grandi personaggi pirandelliani, il “mago” Cotrone, evocatore di apparizioni e piccoli prodigi in uno spazio appartato, sottratto al confronto con un’umanità che non sa più riconoscere le ragioni dell’arte e della poesia.