Masculu e Fìammina


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Saverio La Ruina è il protagonista della nuova pièce che lo vede in scena a Milano, dove il Teatro delle Moire presenta, in coda al festival “Danae” la nuova crezione nata con Alessandro Bedosti dal titolo “Vous êtes pleine de désespoir” e Lorenzo Loris, per i 40 anni del Teatro Out Off, dirige l’adattamento del romanzo “L’editore” di Nanni Balestrini. A Roma Fanny & Alexander presentano il nuovo lavoro “To be or not to be Roger Bernat”, ispirato alla ricerca sul teatro partecipato del regista catalano Renato Palazzi

In coda al festival Danae, di cui il gruppo è ideatore e promotore, il Teatro delle Moire presenta, lunedì 12 e martedì 13 allo spazio O’ di via Pastrengo 12, a Milano, la sua nuova creazione, nata in collaborazione con l’attore e danzatore Alessandro Bedosti: Vous êtes pleine de désespoir – questo il titolo dello spettacolo – è un’amara variazione sul mito della sirena, un mito colto in questo caso nella sua decadenza, divenuto emblema di una caduta, di un disperato fallimento. In scena, accanto a Bedosti, Alessandra De Santis e Attilio Nicoli Cristiani.

Attore-autore fra i più apprezzati nel panorama del teatro italiano di oggi, in cui si è affermato dando vita in particolare a delle indimenticabili figure femminili di un Sud retrivo e soffocante, Saverio La Ruina (foto) approda per la prima volta al Piccolo di Milano, dove presenta da martedì 13 al Teatro Studio Masculu e fìammina: in questo suo nuovo spettacolo, proposto in forma di studio nel settembre 2015 al festival romano Il Garofano Verde, La Ruina veste i panni di un omosessuale che, facendo visita alla tomba della madre morta, si confida con lei, le racconta gioie e dolori di un’esistenza segreta che forse la donna, da viva, aveva già intuito.

Nel romanzo L’editore Nanni Balestrini ricostruiva la tragica morte di Giangiacomo Feltrinelli immaginando una discussione fra un gruppo di testimoni della vicenda riuniti per la realizzazione di un film. Lorenzo Loris, nelle celebrazioni per i quarant’anni del Teatro Out Off di Milano – che con Balestrini ha collaborato più volte, dall’inizio della propria attività – da martedì 13 porta in scena un adattamento del libro, spostandone il contesto dal set cinematografico a una ribalta teatrale dei giorni nostri, dove un gruppo di giovani attori in prova si interroga sulla figura dell’editore e sul clima di quell’epoca di lotte e di utopie.

Roger Bernat è il regista catalano creatore di originali forme di teatro partecipato, basato sull’intervento attivo del pubblico. In To be or not to be Roger Bernat i Fanny e Alexander partono dalla sua voce registrata che pronuncia l’incipit del celeberrimo monologo dell’Amleto, per arrivare a una riflessione sul ruolo e sul lavoro dell’attore come usurpatore dell’identità altrui. Nel testo convergono anche stralci e suggestioni di una serie di incontri e di interviste fatte a Bernat dal gruppo romagnolo nel corso di un workshop in Polonia. Lo spettacolo, interpretato dal bravo Marco Cavalcoli, è in programma da martedì 13 al Teatro India di Roma.