Scene da faust

Altre Scene da Tiezzi


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Fedrico Tiezzi, con Fabrizio Sinisi, firma “Scene da Faust”, che segue i lavori sull’Amleto e il Giulietta e Romeo. Protagonisti Marco Foschi e Sandro Lombardi. Scopri gli altri debutti imperdibili della settimanaRenato Palazzi


Una ventina d’anni fa c’erano state le varie tappe di Scene da Amleto, poi sono venute le Scene da Romeo e Giulietta: con Scene da Faust Federico Tiezzi riprende lo stesso metodo di lavoro “aperto”, dove non conta la consequenzialità narrativa ma la possibilità di esprimere ipotesi diverse di approccio al testo, applicandolo in questo caso alla prima parte del Faust di Goethe. La drammaturgia è dello stesso Tiezzi, l’adattamento di Fabrizio Sinisi, gli interpreti principali sono Marco Foschi, un Faust emblema dell’uomo contemporaneo, tutto proteso all’ansia di conoscenza, e Sandro Lombardi, un Mefistofele che è una specie di proiezione del suo inconscio. Lo spettacolo va in scena in prima nazionale da sabato 11 al Teatro Fabbricone di Prato.

È un femminiello dei Quartieri Spagnoli, una creatura androgina, senza precisa identità sessuale, che striscia nei cunicoli di un metaforico tugurio, fra topi e spazzatura, visitata dai fantasmi delle leggende metropolitane partenopee, la figura sulla quale è costruito Scannasurice, il bel testo di Enzo Moscato che approda da martedì 14 al Piccolo Teatro Grassi di Milano. Scritta sulle rovine del disastroso terremoto del 1980, la visionaria pièce dell’autore napoletano corre sul filo di una lingua ardua e immaginosa, splendidamente resa da una bravissima Imma Villa. La regia è di Carlo Cerciello, la suggestiva scenografia di Roberto Crea.

È in primo luogo un viaggio introspettivo, una discesa nella mente di Prospero, filtrata attraverso lo sguardo di un grande amante di questo testo come l’autore del Gattopardo, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, La tempesta di Shakespeare nella messinscena di Roberto Andò, in programma – anch’essa da martedì 14 – al Piccolo Teatro Strehler. Protagonista di questa favola malinconica di magie, congiure, vendette e riconciliazioni, estremo sprazzo creativo di un genio ormai in tarda età, sintesi ed epilogo di una vita, è Renato Carpentieri, affiancato fra gli altri da Vincenzo Pirrotta e Fabrizio Falco.

Sempre martedì 14 arriva all’Elfo Puccini di Milano Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, gruppo tuttora fra i più estrosi e spiazzanti del panorama teatrale italiano, col suo dirompente Lear, schiavo d’amore. Nell’ingegnoso apparato scenico di Daniela Dal Cin, che è insieme una reggia, un vascello e un teatrino delle apparizioni, i personaggi shakespeariani sono burattini viventi che spuntano da botole, oblò e finestrelle, mentre il Lear di Marco Isidori, che firma anche la regia e la pungente riscrittura in prosa e in versi, è imbragato in una sorta di enorme ragnatela. Il bravissimo Paolo Oricco incarna invece i due fratelli Edgar ed Edmund, l’uno buono e l’altro cattivo, facendone i simboli di quella duplicità di fondo che pervade l’intero allestimento.

Si intitola “Scritture” la breve e interessante rassegna, promossa dal Teatro di Roma, di testi o studi o mise en espace di giovani autori che si sono formati durante un laboratorio condotto da Lucia Calamaro, con la consulenza drammaturgica di Graziano Graziani. Il progetto prevede che sei copioni, voci di una nuova generazione, esercizi di sguardo sul presente, vengano proposti al Teatro India, ciascuno per due repliche, sabato 11 e domenica 12, poi da giovedì 16 a domenica 19. La figura della Calamaro garantisce ovviamente la qualità dell’iniziativa.