Un acclamato Don Carlo “alla milanese” per Modena e i teatri dell’Emilia-Romagna

Grande successo al Teatro Pavarotti-Freni di Modena per la versione milanese del Don Carlo, ridotto negli atti ma fortissimo a livello esecutivo grazie a un cast di autentica qualità verdiana. Davide Annachini

Mentre la Scala si prepara ad inaugurare la sua stagione con il Don Carlo di Verdi, i teatri emiliani di Modena, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini l’hanno preceduta con il loro Don Carlo, una coproduzione che ha avuto il suo battesimo al Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena con grande successo. E a ragione, perché l’edizione – presentata nella “Versione di Milano” del 1884, la seconda delle tre approntate dallo stesso Verdi per l’Italia rispetto all’originale francese e che è la più ridotta a seguito dell’abolizione dell’atto di Fontainebleau – vantava un cast di rilievo, se non addirittura di prim’ordine in alcuni casi. Cosa tutt’altro che scontata, visto che l’opera verdiana richiede almeno sei cantanti di razza, in grado di sostenere una compagnia vocale che non fa sconti a nessuno e che ancor più pretende moltissimo a livello interpretativo.

Difficile dire chi nel cast modenese sia emerso rispetto agli altri, tanto ognuno ha contribuito al suo meglio ai fini di un’esecuzione generosa, ma va sicuramente segnalato il successo personale di Michele Pertusi, veterano in grande serata, che ha tratteggiato un Filippo II nobile e umano, severo e piagato, di toccante sensibilità rispetto a certa tradizione fin troppo monolitica nella sua terribilità, come ha dimostrato grazie a un canto elegante, morbidissimo e attento a restituire l’intimismo del personaggio, specialmente nella toccante interpretazione di “Ella giammai m’amò”.

Di grande solidità la coppia Don Carlo-Elisabetta, costituita da Piero Pretti e Anna Pirozzi, collaudatissimi specialisti verdiani: Pretti, con la sua voce schiettamente tenorile nello squillo e smaltata nel timbro – forse non seducente ma comunque intenso – ha risolto la parte del protagonista anche nei passaggi più ostici con una sicurezza rara a trovarsi in altri interpreti, spesso famosi o famosissimi, mentre la Pirozzi ha garantito la pienezza e la densità dell’autentico soprano verdiano grazie a una vocalità ampia, robusta e tonante sugli acuti, forse solo un po’ induriti al momento di piegarsi ai pianissimi che certi momenti pretenderebbero.

L’appassionato e dolente Carlo di Pretti e la statuaria Elisabetta della Pirozzi hanno poi trovato sintonia e contrasto l’uno nel Rodrigo infiammato di Ernesto Petti, baritono di voce piena e duttile, soprattutto nelle apprezzabili sfumature con cui ha tratteggiato la scena della morte, dai fiati interminabili e tutta a fil di voce, l’altra nell’Eboli veemente e trascinante di Teresa Romano, dalla vocalità forse un po’ gonfiata nei gravi ma svettante sull’acuto, come è emerso dal suo vibrantissimo “O don fatale”.

All’altezza di una parte che non scherza, quanto a imponenza ed estensione, come quella del Grande Inquisitore si è dimostrato il basso Ramaz Chikviladze, come bravissimi sono stati Michela Antenucci (Tebaldo e Voce dal cielo), Andrea Pellegrini (un frate), Andrea Galli (Conte di Lerma e Araldo reale).

Jordi Bernàcer ha tenuto le fila dell’esecuzione con autorevolezza, restituendo un Don Carlo drammatico e intenso, oltre che ben scandito nella resa drammaturgica, stringata e teatrale come la versione milanese sembra suggerire per volere dello stesso Verdi. Gli hanno risposto professionalmente l’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini e il Coro Lirico di Modena, preparato da Giovanni Farina, mentre sul versante visivo la sobrietà della regia di Joseph Franconi-Lee e delle scene di Alessandro Ciammarughi, autore anche dei ricchi costumi (luci di Claudio Schmid), ha servito ottimamente una lettura incentrata più sui drammi personali che sulla spettacolarità dell’insieme, anche in questo caso perfettamente in linea con la scelta verdiana di trasformare l’originale grand-opéra francese in un melodramma all’italiana tutto giocato sui sentimenti.

Calorosissima, come si è detto, l’accoglienza del pubblico modenese.

Visto il 5 novembre al Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena

 

Per vedere l’opera completa:

Giuseppe Verdi DON CARLO – OPERA LIVE STREAMING – YouTube